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L’ANS organizza Fàulas, il festival che smonta i luoghi comuni

L’ANS, Assemblea Natzionale Sarda, è un’associazione culturale aperta, democratica e apartitica, che lavora per la costruzione della coscienza natzionale sarda. Il 5 e 6 ottobre 2024 l’ANS organizza ad Oristano la terza edizione di Fàulas, il festival “che sfida pregiudizi e luoghi comuni sulla Sardegna attraverso un programma ricco di talk, laboratori, concerti ed eventi culturali”.

Nel comunicato ufficiale l’ANS spiega che “Fàulas, in sardo bugie, invita a riflettere sulla percezione che i sardi hanno di se stessi e su come la Sardegna viene raccontata, con l’obiettivo di smontare stereotipi consolidati. Speciale attenzione verrà data ai temi legati ad ambiente e territorio, di grande attualità”.

Leggi il comunicato integrale
https://www.helis.blog/ans-faulas-festival-che-smonta-luoghi-comuni/
https://www.helis.blog/affaire-energia-qual-e-il-punto/

Ultimamente quando si parla di energia rinnovabile l’approccio è quello da tifoseria: favorevoli vs contrari. La comunicazione di massa incasella le varie posizioni in queste due categorie effimere che semplificano tutto fino a far venir meno le argomentazioni. Il tema è complesso ma per capirne l’essenza Simone Maulu ci propone alcune riflessioni.
Durante la dittatura franchista parlare in catalano nelle istituzioni e nei luoghi pubblici era vietato.
Lluis Llach sceglie di cantare in catalano e già questo è un atto di profonda di ribellione.
Per aggirare la censura e poter comunicare col pubblico i cantautori erano meno diretti, usavano l’arte della metafora, i giochi di parole… Nel 1968 Lluis Llach scrive una delle sue canzoni più celebri: L’estaca. Ovvero il palo.

Se tiriamo assieme finirà per cadere
Non può durare ancora molto, certo che cade, cade, cade
È già piuttosto marcio
Se tu lo tiri forte da lì e io lo tiro forte di qua
Certo che cade, cade, cade e ci potremo liberare.

Il Palo marcio simboleggiava la dittatura e la canzone incoraggiava le persone alla ribellione collettiva.
La censura franchista, che è feroce ma non perspicace, ci mette sei mesi a capire a cosa veramente la canzone si riferisca... dunque ne proibisce il testo, ma è troppo tardi. Durante un concerto a Madrid, la capitale spagnola, dove le autorità pensano che nessuno possa andare a vedere un cantante che canta "nel dialetto"  di Barcellona, Llach si limita a suonare il pezzo che viene ripreso in coro dal teatro, pieno come un uovo, con un effetto molto più dirompente che se lo avesse cantato il solo Llach. La provocazione è grandiosa ma la vita di Lluis, fermato e interrogato continuamente dalle autorità, diventa impossibile. Un mese dopo va in esilio in Francia in cui avrà una carriera luminosa cantando nel 1969 anche all’Olympia.
L’Estaca da parte sua seguirà una luminosa carriera di classico del repertorio sociale finendo per essere uno degli inni di lotta più tradotti al mondo, in più di 50 tra lingue e dialetti. Da segnalare la prima versione tradotta in occitano, Lo Pal, nel 1972 e poi nel 1985 da Lou Dalfin, la versione polacca che è diventata l'inno del sindacato Solidarność e la versione còrsa, Catena, dei Chjami Aghjalesi.

Nel solco della tradizione di chi usa l’arte per cambiare il mondo, Llach è tutt'oggi un simbolo di dignità e coraggio.



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Riceviamo e pubblichiamo questo articolo di Vittorio Cuccheddu, attivista di Repùblica, sulla realtà sociopolitica olbiese e sulle mobilitazioni nel capoluogo gallurese contro i voli diretti tra Sardegna e Israele. Una vicenda che sta attivando numerose realtà e che sta sollevando una riflessione più ampia sul ruolo della Sardegna nel Mediterraneo: una nazione senza Stato trasformata dallo Stato italiano in luogo di sperimentazione e produzione bellica che ora dovrebbe anche fungere da parco divertimenti per turisti provenienti da quello stesso Stato israeliano che utilizza le armi sperimentate e prodotte in Sardegna.

"Mercoledì 27 agosto, un gruppo di persone aveva del tempo libero, una cosa pericolosissima ad Olbia, e si è incontrato sul pratino dell'aeroporto.
Ci sono i turisti sionisti che fanno le vacanze da noi, mentre in Palestina, dall’altra parte del mare un popolo viene sterminato. E a noi non ci sta bene. È davvero troppo, dobbiamo dire qualcosa. Così le sorelle di Non una di meno nord Sardegna, quelle di Pride Infogau e altre persone, si sono incontrate per una piccola e silenziosa manifestazione. Abbiamo aperto le nostre bandiere della Palestina e abbiamo sollevato i nostri cartelli. Carinə e coccolosə. In silenzio".

Leggi l'articolo completo: https://www.helis.blog/olbia-manifesta/


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Con la quarta edizione del festival Fàulas che si è svolta nei giorni scorsi a Oristano l’ANS Assemblea Natzionale Sarda, ha confermato il prezioso ruolo dell’associazionismo apartitico nella diffusione e nella costruzione della coscienza nazionale sarda attraverso la riflessione, l’analisi e la conoscenza della propria realtà nazionale e delle dinamiche culturali e linguistiche delle altre nazioni senza Stato.

Leggi l'articolo https://www.helis.blog/il-prezioso-ruolo-di-ans-nella-costruzione-della-coscienza-nazionale-sarda/
Seconda festa nazionale di Repùblica, 10 ottobre a Sassari. Con questo appuntamento Repùblica “entra nella fase cruciale della sua sfida politica, quella della strutturazione interna, con l’imminente partenza del tesseramento, e quella del radicamento territoriale, con l’organizzazione di incontri in tutto il territorio nazionale sardo e in su disterru. Abbiamo denominato questa fase Abbamus s’Àrvure, dae s’idea a su territòriu. L’obiettivo è quello di far rinvigorire l’Albero della nostra libertà nazionale e della giustizia sociale facendolo germogliare nuovamente in tutto il territorio, per riportare l’indipendentismo politico organizzato nel tessuto sociale delle 377 comunità che costituiscono la nostra nazione”.

Leggi l'articolo: https://www.helis.blog/festa-nazionale-di-republica-lindipendentismo-e-il-radicamento-territoriale/
GROENLANDIA DELLE MIE BRAME
Secondo un sondaggio del gennaio 2025 l’84% dei quasi 57mila abitanti groenlandesi vuole l’indipendenza dalla Danimarca e l’85% rifiuta l’annessione agli Stati Uniti. I risultati elettorali del 2025 confermano questa tendenza consentendo la formazione di un governo di unità nazionale totalmente indipendentista.
Il sistema politico dell'isola artica, i partiti, il referendum, le risorse naturali, la geopolitica, le mire statunitensi, le reazioni groenlandesi ed europee, il colonialismo danese, la solidarietà islandese.

#greenland #kalaallitnunaat #Groenlandia #grønland


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Jean-Marc istimadu, ti torramus gràtzias meda pro s'amparu a totu sas peleas de s'indipendentismu sardu e pro nos aer semper acollidu cun amistade in terra còrsa.
Non t'amus a irmentigare.

Caru Jean-Marc, ti ringraziemu per avè sempre sustinutu e lotte di u muvimentu indipendentistu sardu è per avècci sempre accoltu cù amicizia in Corsica.
Ùn ti scurderemu mai.

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Venerdì 13 Marzo 2026 avremo il piacere di dialogare con Bachiso Bandinu sul suo libro “Fèmina. Né fata, né strega”.

Frutto di una ricerca che esplora la questione Donna nella cultura tradizionale sarda e nei suoi mutamenti ad oggi, il testo stimola un dibattito su questioni di grande rilevanza quali disagio e violenza domestica, fino all’incessante aumento dei casi di femminicidio.

Appare ormai indispensabile che gli uomini, accanto alle donne, prendano realmente coscienza dei mutamenti in atto, affinché la questione Donna non riguardi solo le donne, ma anche gli uomini.

Vi aspettiamo a Sassari
📅 Venerdì 13 Marzo 2026, ore 17:30
📍 C.C.S. Borderline, via Rockefeller 16/c