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MediaNonostante l’aumento delle tariffe decise dall’Amministrazione per  regolare la presenza  turistica in Valvertova,  l’afflusso dei visitatori e degli escursionisti nell’ormai famosa località della Media Valle continua ad essere importante:“Il 2 giugno scorso ne abbiamo contato più di mille, e più o meno gli stessi numeri hanno caratterizzato anche il sabato e la domenica  successivi  – conferma l’assessore ai Lavori Pubblici  Marco Mutti -. Numeri comunque assolutamente gestibili, anche perché si tratta di turisti molto disciplinati, che in maggioranza prenotano e pagano la loro visita on-line, in modo che noi sappiamo prima quanti ne arriveranno ed avere la certezza che non verrà superato il numero limite di ingresso che è di 1400 persone”.“L’obiettivo del sistema che abbiamo studiato e messo in atto è infatti proprio quello di poter contare i visitatori – conferma Elio Paganessi, consigliere, delegato per la Comunità Montana nonché responsabile del progetto Valvertova…SUL NUMERO IN EDICOLA DA VENERDI’ 17 GIUGNOL'articolo VERTOVA – Già numerosi, ma gestibili i visitatori della Valvertova, numero limite: 1400 al giorno. Implementati i servizi a favore degli escursionisti e dei turisti proviene da Araberara.

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MediaSi avvicina l’inizio della stagione 2022-2023 dell’Atalanta che comincerà ufficialmente il 4 luglio con il raduno al Centro Bortolotti. La squadra sosterrà a Zingonia i consueti test fisici, le visite mediche e le prime sedute di allenamento.Anticipato di qualche giorno il trasferimento nel ritiro di Clusone: la preparazione dei nerazzurri, infatti, proseguirà da venerdì 8 luglio, e sino a sabato 16 luglio, in Alta Valle Seriana, tradizionale sede dei precampionati atalantini.
Con grande piacere l’Atalanta ritorna a Clusone per iniziare una nuova stagione sportiva: il grazie della Società è rivolto all’Amministrazione Comunale al lavoro già da qualche mese per accogliere la squadra nella sua splendida struttura sportiva.La squadra si allenerà al Centro Sportivo “Città di Clusone” che ospiterà anche le prime amichevoli stagionali, tre quelle in programma durante il ritiro clusonese.Si inizierà domenica 10 luglio alle 17 contro la Rappresentativa Valseriana (squadra mista Promozione/Eccellenza) per proseguire mercoledì 13 luglio , sempre alle 17, contro la Rappresentativa Valli Bergamasche (squadra mista Serie D). L’amichevole, ancora da definire, di sabato 16 luglio, chiuderà il ritiro dei nerazzurri a Clusone.
Atalanta ringrazia sin da ora l’ASD “Città di Clusone” per l’organizzazione e la gestione di queste tre amichevoli.Il programma pre-campionato prevede poi che dal 18 luglio l’Atalanta riprenda la preparazione al Centro Bortolotti di Zingonia. Nella foto uno scorcio del campo del Centro Sportivo “Città di Clusone” dove si alleneranno i nerazzurriL'articolo Atalanta a Clusone da venerdì 8 luglio, anticipato l’arrivo in Val Seriana proviene da Araberara.

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MediaLa Pro Loco di Tavernola non organizzerà la storica e affollatissima Sagra della Sardina nel prato di Gallinarga. Dopo l’interruzione per il Covid, quest’anno tutti si aspettavano la ripresa della manifestazione. Invece l’annuncio che nemmeno quest’anno si tornerà a Gallinarga. E allora il malcontento si è manifestato sui social e ha indotto a pensare a un’alternativa. Che sarebbe una sorta di minisagra, ridotta a una solo weekend da tenere nello spazio adiacente la Biblioteca (nella foto), sul lungolago. Ma se a Gallinarga si è sempre stati al limite per la sicurezza (lunghe file di auto ai lati dell’attuale statale), anche qui si cerca un accordo con i proprietari del vicino locale 2La Sirena” per usufruire dei parcheggi. Alcuni hanno proposto un’altra alternativa, quella dell’Oratorio, una struttura in grado, lo si visto anche di recente per la festa della Polisportiva, di ospitare anche 200 persone ..,SUL NUMERO IN EDICOLA DA  VENERDI’ 17 GIUGNOL'articolo TAVERNOLA – La sagra della sardina abbandona Gallinarga. Ipotesi di una minisagra in zona Biblioteca? proviene da Araberara.

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<a href="https://www.araberara.it/wp-content/uploads/2022/06/Bortolo.jpeg">Media</a><em>“Gromo? Un paese in declino, come tutti gli altri paesi della nostra montagna, nonostante i tanti bei discorsi dei politici e degli amministratori che, solo a parole, beninteso, affermano di volerli ‘salvare’ … La realtà è che i servizi necessari ad una qualità decente della vita stanno sparendo tutti, la chiusura della banca è stata solo l’ultima mazzata in ordine di tempo”.</em>Sono amareggiate e pessimistiche le considerazione dei due negozianti, che non vogliono pubblicità, la cui famiglia gestisce  un esercizio commerciale da più da 70 anni:<em>“Certo  il borgo antico è sempre bello e attira i forestieri, ma viverci è tutt’altra cosa, di tutte le botteghe che c’erano ne sono rimaste quattro. Chiuderemo certamente anche noi, fra qualche anno, quando avremo l’età della pensione, e non credo che ci subentrerà qualcun altro….”.</em>Più o meno sulla stessa lunghezza d’onda l’opinione di <strong>Roberta,</strong> della carto-libreria edicola in piazza Dante:<em>“Sempre meno servizi, è vero, nemmeno un bancomat; scarsi e scomodi i trasporti, i miei figli che hanno frequentato le Superiori a Lovere partivano e tornavano a casa in orari impossibili, mi dicevano sempre che quando loro iniziavano a pranzare i loro compagni più fortunati lo avevano fatto da un pezzo e avevano già fatto anche i compiti… E non parliamo di sanità: i turisti mi chiedono spesso  come mettersi in contatto col medico dei villeggianti: – Il medico dei villeggianti? – rispondo – ma se non abbiamo più nemmeno quelli di base! Di due che ce n’erano più nemmeno uno…”.</em><em>“Non ha visto quante case ci sono in vendita? Gli anziani muoiono, Covid a parte, perché è naturale, e le famiglie giovani non scelgono certo di stare qui… Non abbiamo più la banca, la Posta apre solo 3 volte la settimana, il lavoro non c’è</em> – dice <strong>Bortolo Tagliaferri</strong>, in pensione dopo una vita da bidello sia in Municipio che nelle scuole -. <em>Tra poco anche tutti gli uffici del Comune verranno trasferiti nell’edificio scolastico, il paese sarà tutto un museo, bello, certo, ma i musei servono ai turisti, non a noi cittadini…”.</em>Entusiasti di Gromo sono invece <strong>Romina</strong> e <strong>Matteo,</strong> che vengono dal Milanese, che  da 16 anni hanno comprato casa nei dintorni del laghetto e trascorrono qui non solo le vacanze ma tutti i fine-settimana e le altre festività  dell’anno:<em>“Abbiamo appena ritirato il dépliant delle manifestazioni, ricco anche quest’anno di eventi e di occasioni di divertimento</em> – dicono all’unisono – <em>e poi non solo il borgo ma  anche i dintorni sono bellissimi, per le camminate e le passeggiate c’è solo l’imbarazzo della scelta. Ci spostiamo spesso anche nei paesi vicini, Ardesio, Valbondione, Gandellino, dovunque c’è qualcosa di interessante da vedere; e di bello c’è anche che qui ogni tanto arriva la pioggia, e allora se ne può approfittare per una giornata rilassante, al fresco. Noi invitiamo spesso qui i nostri parenti e i nostri amici, alcuni di loro si sono trovati così bene che poi hanno comprato casa a loro volta. Insomma, ormai ci consideriamo un po’ Gromensi anche noi, diremmo quasi che questa è la nostra prima casa, e quella di Milano la seconda”.</em><strong>Giampiero</strong> è un pensionato che di recente ha messo su con la moglie un negozietto dell’usato in un locale che ospitava un negozio chiuso da tempo:<em>“Volevamo far qualcosa che ravvivasse un poco uno dei tanti begli angoli di Gromo, più che per guadagnare per  offrire ai compaesani un punto di ritrovo e di socialità, così preziosi e sempre più rari nei nostri paesi… Ricordo che tra via Milesi e via Locatelli se ne contavano una quarantina, mentre ora i negozi rimasti possiamo contarli sulle dita di una mano… Io c’ero quando ogni sabato, dopo la chiusura delle scuole, arrivava la corriera diretta da Milano: noi giovani la chiamavamo ‘la corriera dei cornuti’ perché portava qui soprattutto mamme, nonni e bambini…
MediaVale la pena di tornare sulla notizia comparsa su Araberara il 15 aprile scorso dal titolo “Si abbatte l’edificio ex suore Poverelle”. In quel breve articolo si tacciono molti aspetti di una operazione che è rimasta volutamente nell’ombra da parte di chi l’ha voluta e intende attuarla, vale a dire da parte della Amministrazione Comunale di Castione.Una operazione di questa portata va a stravolgere l’ingresso del centro storico e a consumarne l’ultima zona verde rimasta. Vediamo allora di che si tratta.Il 18 febbraio scorso è stata approvata all’unanimità la Variante al PGT, che tra l’altro prevede alcuni interventi specifici e fra questi una operazione che riguarda la sorte del patrimonio ex suore Poverelle, un patrimonio che è costituito da due edifici e da una ampia superficie verde. Ebbene, questo intervento specifico permette la demolizione dell’edificio maggiore e lo spostamento della volumetria di 3.100 metri cubi nella sovrastante area verde con la possibilità di suddividerla in più fabbricati (in altre parole con la possibilità di costruire villette). Dalla demolizione dell’edificio si ricaverebbero alcuni parcheggi là dove la centrale via Vittorio Emanuele si tocca con via san Bernardo. Anche l’edificio minore verrebbe demolito.Cosa c’è che non va in tutto questo e che non viene detto?…SUL NUMERO IN EDICOLA DA VENERDI’ 17 GIUGNOL'articolo CASTIONE – INTERVENTO – La demolizione del complesso ex Poverelle snatura l’ingresso (e la storia) di Castione proviene da Araberara.

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MediaMettete insieme il leghista Vincenzo Ciceri, l’Anpi albinese presieduta da Gabriella Bortolotti e l’assessore Davide Zanga. Come minimo, una polemica non può far altro che nascere. Ed è quello che è successo in questo giugno albinese.Partiamo dall’inizio. A Ciceri è stata assegnata l’onorificenza dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, diventando così Cavaliere. Gli è stato riconosciuto il lunghissimo impegno nella Protezione Civile. Tutto bene? No, perché l’Anpi di Albino ha rispolverato una infelice e discutibile foto no-vax da lui pubblicata su un gruppo Whatsapp lo scorso gennaio. In quell’occasione il sindaco Fabio Terzi gli aveva tolto le deleghe alla Sicurezza e alla Protezione Civile. E così, all’inizio di giugno la presidente dell’Anpi albinese, Gabriella Bortolotti, ha scritto al prefetto di Bergamo chiedendogli di “ritirare la consegna dell’onorificenza di Vincenzo Ciceri a Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana”.Ecco cosa ha scritto: “La sezione Anpi di Albino esprime sconcerto per la consegna dell’onorificenza dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana in qualità di Cavaliere a Vincenzo Ciceri. Il 27 gennaio 2022 Ciceri, capogruppo leghista in Consiglio comunale, si è visto togliere dal sindaco di Albino, Fabio Terzi, le deleghe alla Sicurezza e Protezione Civile a causa di un oltraggio all’Olocausto pubblicato sui social network nella Giornata della Memoria di quest’anno. Il messaggio di Ciceri evidenziava un presunto parallelismo tra le restrizioni alle libertà personali decisi dal Governo per combattere la diffusione del Covid-19 e le persecuzioni, le privazioni, le violenze e lo sterminio subiti nei campi di sterminio nazisti, durante la Seconda Guerra Mondiale”.A difendere Ciceri ci ha pensato l’assessore Zanga, mai tenero verso la Lega: “Forza Vincenzo, chi trombato nelle urne utilizza l’Anpi per fare politica dimostra due cose: di non conoscere i valori dell’associazione che rappresenta e di non conoscere il significato della parola riconoscenza”.Il riferimento era alla presidente Bortolotti, non eletta alle ultime elezioni comunali…SUL NUMERO IN EDICOLA DA VENERDI’ 17 GIUGNOL'articolo ALBINO – IL CASO – Ciceri e quel cavalierato che ha scatenato l’ira dell’Anpi proviene da Araberara.

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MediaI social lanciano una notizia, una proposta, una protesta e si apre il dibattito. “Nooo, il dibattito no…!” direbbe Nanni Moretti. Ma qui invece a qualcosa serve. Tutto parte dalla domanda di una mamma che chiede che fine ha fatto il sondaggio sul tempo pieno lanciato dalla Dirigente prof.ssa Nicoletta Vitali dell’Istituto Comprensivo “Donadoni” di Sarnico. “Apparentemente (perché ufficialmente non si sa nulla) il 90/ 95% degli aventi diritto al voto ha votato SI”, Riconosce al Sindaco Giorgio Bertazzoli di aver istituito un servizio di doposcuola. Ma… “vorrei capire perché ovunque la Scuola preveda la settimana corta, tranne qui da noi, a Sarnico, dove mi propongono in alternativa un modo di parcheggiare i figli, per altro pagando ovviamente”. E precisa di aver chiesto informazioni alla scuola ricevendone un rimpallo sul Comune: “la risposta è di chiedere al comune perché i servizi li forniscono loro”….SUL NUMERO IN EDICOLA DA VENERDI’ 17 GIUGNOL'articolo SARNICO – Quei Sì al tempo pieno e settimana corta che fine hanno fatto? proviene da Araberara.

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MediaMattina di metà giugno. Casazza oggi è particolarmente animata, ma c’è una ragione. È mercoledì, il giorno del mercato. E c’è da dire che il mercato di Casazza è bello e ricco di ambulanti, tanto da attirare persone da altri paesi della Val Cavallina. Infatti, in questo nostro viaggio tra le strade di Casazza e approfittando del giorno di mercato, almeno la metà delle persone che incontriamo viene da fuori. Cosa chiediamo ai Casazzesi che incrociamo al mercato, tra un ambulante che vende vestiti e uno che espone varie forme di formaggi? Chiediamo loro cosa funziona e cosa non funziona a Casazza. E, trattandosi di uno degli argomenti principali di questi mesi, chiediamo il loro parere sull’ormai prossima apertura di un grande allevamento di maiali sul territorio comunale, in località ‘Fontane di Leffe’.Mentre ci avviciniamo al mercato incrociamo una coppia di mezza età. “Non siamo originari di Casazza – spiega lui – è solo dall’anno scorso che siamo venuti ad abitare qui. Se ci troviamo bene? Sì, stiamo cominciando a conoscere il paese e, rispetto a dove stavamo prima, qui c’è un po’ tutto quello che serve. Manca l’ospedale, ma per il resto c’è tutto quello di cui abbiamo bisogno”.Cosa pensate dell’allevamento di maiali che si sta per aprire qui a Casazza? I due si guardano negli occhi. “Mah – risponde ancora lui – ho sentito qualcosa al bar, ma non ho ben capito dove metterebbero questo allevamento. Non le saprei dire se sono favorevole o contrario…”. Mi guarda dubbioso e ripete: “Mah…”.Subito dopo, ecco un’altra coppia. Nel loro caso la mezza età è stata superata da qualche anno. E, infatti, alla domanda “Cosa servirebbe a Casazza?”, lui risponde così: “Servirebbero nuovi centri per anziani, degli spazi al chiuso, ma anche all’aperto, dove ci si possa incontrare e si possa trascorrere una parte della giornata con i nostri coetanei. Poi, per il resto, dei servizi non c’è da lamentarsi, anche la viabilità è bella. Guardi la strada che dal Cimitero passa accanto alle scuole e va verso Mologno… alcuni l’hanno criticata per gli spazi riservati a ciclisti e pedoni, ma secondo me è proprio bella”…SUL NUMERO IN EDICOLA DA VENERDI’ 17 GIUGNOL'articolo CASAZZA – Casazzesi (e non) al mercato e la “Casazza che vorrei…”: no ai maiali, sì a nuovi centri anziani e spazi per i giovani, ma quel semaforo… proviene da Araberara.

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Media“Siamo trattati, noi montanari, come gli Indiani d’America, oppure, se preferite, come i servi della gleba; e i nostri Amministratori tutti zitti, ad accettare passivamente ogni sopruso…”.Walter Semperboni, come sempre, ci mette la faccia e tanta rabbia, mentre denuncia l’ultima ingiustizia – in ordine di tempo – che si sta consumando a danno della nostra montagna  e della sua più preziosa risorsa, cioè l’acqua:“Nei pochi km di Serio da Lizzola e Fiumenero sono già  sei centraline attive – spiega – ed ora aumenteranno di due unità: per una nuova a Lizzola c’è già il via libero della Provincia e per l’altra sono arrivati in Comune a Valbondione i relativi progetti, mentre sono stati avviati i contatti con i proprietari dei terreni su cui insisterà; e secondo una legge vigente – regionale? nazionale? europea? – né i Comuni né i proprietari hanno la possibilità di opporsi all’alienazione delle loro proprietà! Ma è giusto che chiunque abbia un po’ di soldi possa permettersi di fare il bello e il cattivo tempo?” …SUL NUMERO IN EDICOLA DA VENERDI’ 17 GIUGNOL'articolo VALBONDIONE – LA DENUNCIA – “Nei pochi km di Serio da Lizzola a Fiumenero ci sono già 6 centraline, ed ora ne fanno altre due, ci trattano come servi della gleba” proviene da Araberara.

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MediaSi cambia. Totalmente. Il centro sportivo di Clusone cambia faccia e volto: “Abbiamo partecipato – spiega l’assessore Roberto Balduzzi – con i Comuni di Rovetta e Gandino, ciascuno con progetti propri naturalmente, a un bando per la rigenerazione urbana. L’idea è quella di intervenire per rendere quell’area più fruibile e soprattutto gestibile. Gli elementi nuovi quindi sarebbero, in particolar modo, la sistemazione del bar (attualmente una struttura vetusta), la creazione di uno spazio cucina e la copertura di una porzione dello spazio esterno. Obiettivo, come dicevo è quello di completare il centro con dei servizi ulteriori e affrontare il tema della gestione del polo sportivo che, che nella fase di realizzazione, era stato piuttosto trascurato”. Insomma, il centro sportivo cerca il rilancio e fra pochi giorni arriva l’Atalanta….SUL NUMERO IN EDICOLA DA VENERDI’ 17 GIUGNOL'articolo CLUSONE – Si stravolge il centro sportivo, arriva una grande copertura esterna con cucina. E grandi novità per l’arrivo dell’Atalanta proviene da Araberara.

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MediaTra i tanti studenti bergamaschi che mercoledì 8 giugno hanno salutato la fine dell’anno scolastico preparandosi a tre mesi di vacanze estive c’è anche un giovanissimo campione nazionale di Chimica. Si tratta di un ragazzo di Trescore Balneario, Andrea Ciovati, che frequenta l’Istituto ‘Giulio Natta’ di Bergamo, indirizzo ‘Chimica e Materiali’ (gli altri due indirizzi dell’istituto scolastico orobico sono ‘Tecnologie biosanitarie’ e ‘Tecnologie ambientali’).È infatti Andrea il trionfatore della ventesima edizione della ‘Gara Nazionale di Chimica’ che si è svolta poche settimane fa a Milano, un evento al quale hanno partecipato i migliori studenti provenienti da tutta Italia.“Era una gara riservata agli studenti di quarta superiore – spiega Andrea – Si è tenuta a Milano perché in quella città vive il ragazzo che ha vinto la precedente edizione, quindi la prossima, avendo vinto io, sarà a Bergamo, organizzata dal Natta”.Una bella soddisfazione non solo per questo ragazzo di Trescore, ma anche per la scuola che frequenta e per la sua famiglia. Quella di Andrea è composta da papà Marco, mamma Paola e dal fratello maggiore Matteo.Ti aspettavi questa vittoria? “Non ci speravo perché, essendo una gara nazionale, pensavo ci fosse gente più brava e preparata di me. Eravamo 35 studenti provenienti dalle varie scuole italiane”.In cosa consisteva questa gara? “Il primo giorno c’è stata una prova teorica di cinque ore, mentre il giorno dopo abbiamo avuto una prova in laboratorio di altre cinque ore”.Cinque ore vi saranno sembrate interminabili… “Le prime quattro ore sono passate velocemente, mentre l’ultima sembrava non finire mai”….SUL NUMERO IN EDICOLA DA VENERDI’ 17 GIUGNOL'articolo TRESCORE – IL PERSONAGGIO – Andrea, 18 anni, campione italiano di Chimica e quella passione nata da bambino giocando al ‘Piccolo Chimico’ proviene da Araberara.

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Mauro, Michela, Stefano, Andrea e Michele. Cinque amici e una passione in comune, quella per la birra. È un pomeriggio di metà giugno e il Birrificio Misma spegne due candeline proprio in questi giorni. Un’attività ‘giovane’, ma frizzante e piena di idee. Michela, che di cognome fa Carobbio, 37 anni originaria di Nembro, si prende una pausa per raccontarci questa realtà che ha la sua casa ad Albano Sant’Alessandro.Partiamo proprio dai protagonisti di questa avventura: “Mauro Brigati, classe 1985, di Grassobbio, poi il mio ragazzo, Stefano Cafro, 40 anni di Nembro, Andrea Carrara, 38 anni, anche lui di Nembro, e Michele Piantoni, 38 anni, di Pradalunga. Ognuno di noi ha mantenuto la propria professione e un po’ la fatica è anche questa perché il tempo che dedichiamo non è molto, ma per fortuna siamo in cinque. Ognuno di noi ha il proprio ruolo, chi ha fatto il corso si occupa della produzione, mentre io e Andrea siamo gli addetti alla vendita”.E il nome dell’attività è studiato nei suoi particolari… “Misma è l’acronimo dei nostri nomi, ma anche un modo per richiamare il nostro territorio”.MediaSiete quasi tutti della Val Seriana, ma siete finiti in Val Cavallina… “Per noi è stata un’occasione ghiotta, di quelle da non perdere. Mauro frequentava i vecchi proprietari del birrificio che però avevano intenzione di lasciare e quindi abbiamo avuto la fortuna di trovarci in un posto che era già predisposto per ospitare questa attività. Abbiamo una parte dedicata alla produzione, dove ci sono gli impianti, ma anche una molto semplice dedicata alla vendita e alla degustazione”.Riavvolgiamo il nastro… “L’idea di dedicarsi al mondo della birra è nata da Stefano e io ho deciso di seguire lui. Tutto è nato qualche anno fa, quando lui ha seguito un corso di birraio artigiano a Padova. È proprio lì che ha conosciuto Michele e Mauro”.La scintilla che ha innescato un progetto che ha iniziato a muovere i suoi primi passi nel 2019: “Io e Stefano avevamo intenzione di dare il via ad un progetto sociale che coinvolgesse i ragazzi con disabilità visto che lui è stato in passato un educatore presso una cooperativa e io insegno Lettere. Poi è arrivata l’occasione di dare vita ad un progetto insieme e l’attività è nata con una doppia finalità, da una parte ci saremmo sicuramente occupati della produzione di birra, ma senza dimenticare l’aspetto sociale coinvolgendo la Cooperativa San Martino…SUL NUMERO IN EDICOLA DA VENERDI’ 17 GIUGNOL'articolo ALBANO SANT’ALESSANDRO – Cinque amici, il Birrificio Misma e quelle 12 birre ispirate ai segni zodiacali proviene da Araberara.

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MediaIl 10 luglio 1972 era un lunedì. Verso sera dalle nove a mezzanotte, si scatenò un nubifragio che tra Nembro e Gazzaniga provocò un disastro con torrenti d’acqua per le strade, che invasero strade e case. Un operaio di 36 anni, Giovanni Falconi di Comenduno, fa appena in tempo a porre in salvo moglie e figlia che la parete alle spalle crolla. Non ha più tempo per scappare di casa e muore. Fognatura saltate, muri crollati, una casa si affloscia su se stessa. Mancando l’energia elettrica, la paura, la disperazione crescono.A Nembro lo stabilimento Crespi e le case dei dintorni sono allagate. Strade interrotte, frane dietro l’ospedale Briolini di Gazzaniga che hanno abbattuto le pareti del Dispensario, invaso dall’acqua il Pronto Soccorso. La valle di Orezzo ha scaricato fango su Gazzaniga, travolto un traliccio dell’alta tensione, il torrente Rova ha superato gli argini e invaso la piazza, la parrocchiale con mezzo metro d’acqua, allagati negozi e stabilimenti.La concessionaria “Messina” della Fiat è trovata con tutte le auto distrutte e accatastate.Ad Albino gravissimi danni, con la colonna di auto “trasportata” dall’acqua, con inevitabili tamponamenti. A Desenzano è crollata una casa. Danni ingentissimi anche sull’altra riva del fiume, a Cornale e Pradalunga. E anche, oltre il ponte del Costone, in Val del Riso.Danni complessivi valutati in miliardi (di lire di allora). Titoli dei giornali dell’11 luglio: “Morte e devastazione in Val Seriana” (Giornale di Bergamo); “Alluvione in Valle Seriana” (Eco di Bergamo).Già dai resoconti della notte appare la gravità della situazione. Il giorno dopo, mercoledì 12 luglio: “L’uragano in Valle Seriana/ ha lasciato desolazione e danni per miliardi”; “Albino: un morto, due feriti e un miliardo di distruzione”; “Gazzaniga letteralmente devastata tutta sommersa in un lago di fango”; “Paralizzata ogni attività economica nei paesi duramente colpiti dall’alluvione” (L’Eco di Bergamo). E in merito alla vittima: “ha salvato la moglie e la bambina prima di cercare scampo per sé”. C’è inoltre un trafiletto a pagina 7 già inusuale (per durezza) de L’Eco di Bg: “primo intervento (molto misero) della Regione”.Si trattava di un primo stanziamento di 20 milioni. Sul luogo il presidente della Regione del tempo, Piero Bassetti, aveva inviato gli assessori regionali Vito Sonzogni e Salvo Parigi, bergamaschi. Si era disposta anche la vaccinazione antitifica in tutti i paesi colpiti, da Nembro a Fiorano.Sui due quotidiani bergamaschi fioriscono poi le storie dei singoli: “Una madre e cinque bambini/incalzati dalla marea di fango” (Giornale di Bergamo)…SUL NUMERO IN EDICOLA DA VENERDI’ 17 GIUGNOL'articolo GAZZANIGA – 50 anni fa un uragano sulla media valle. Una vittima e danni per 4 miliardi: due pagine di foto storiche proviene da Araberara.

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MediaE’ finita la ‘notte prima degli esami’ e stamattina tutti chini sul foglio per affrontare la prima prova scritta: italiano. Tra le tracce, c’è una poesia delle Myricae di Giovanni Pascoli «La via ferrata» e per l’analisi di un testo argomentativo «La sola colpa di essere nati» di Gherardo Colombo e Liliana Segre. Ci sono anche una novella di Giovanni Verga «Nedda, Bozzetto siciliano», un discorso pronunciato alla Camera da Giorgio Parisi, premio Nobel per la Fisica 2021, sui cambiamenti climatici, e una riflessione sull’iperconnessione «Tienilo acceso: posta commenta condividi senza spegnere il cervello», a partire da un testo di Vera Gheno e Bruno Mastroianni. Proposti anche un testo tratto da Oliver Sacks «Musicofilia» e un altro testo tratto da Luigi Ferrajoli «Perchè una Costituzione della Terrra?», che propone una riflessione sul Covid e su questi anni di pandemia. Domani, 23 giugno, si svolgerà la seconda prova scritta, diversa per ciascun indirizzo, che riguarderà una disciplina tra quelle caratterizzanti il percorso di studi. È previsto, poi, il colloquio, che si aprirà con l’analisi di un materiale scelto dalla commissione (un testo, un documento, un’esperienza, un problema, un progetto). Nel corso del colloquio il candidato dovrà dimostrare di aver acquisito i contenuti e i metodi propri delle singole discipline e di aver maturato le competenze di educazione civica. Analizzerà poi, con una breve relazione o un lavoro multimediale, le esperienze fatte di scuola-lavoro. La commissione sarà composta da sei commissari interni e un presidente esterno. Quest’anno le commissioni sono 13.703, per un totale di 27.319 classi coinvolte.L'articolo Maturità: giorno del tema per 500mila studenti, tra le tracce Segre, Pascoli, il nobel Parisi, l’iperconnessione e il Covid proviene da Araberara.

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MediaCon queste righe vorrei dare il mio contributo alla comprensione di quanto riportato nella lettera firmata pubblicata sull’ultimo numero, senza tuttavia entrare nei dettagli della vicenda sia perché non riguardano né devono interessare i lettori, sia perché hanno causato e stanno causando tanta sofferenza ad una bambina, alla sua famiglia ed alle sue insegnanti. La situazione rappresentata nel testo della lettera descrive quello che, senza ombra di dubbio, riconosco come un totale fallimento del dialogo educativo e della collaborazione che dovrebbe instaurarsi tra scuola e famiglia nell’interesse dei bambini. Rilevo tuttavia che quando non si riesce a stabilire la fondamentale alleanza educativa le colpe, generalmente, sono condivise. A scuola i bambini non vengono “catalogati”. Se gli insegnanti, osservando quotidianamente il lavoro degli alunni, maturano il sospetto che un bambino possa presentare dei disturbi di apprendimento, coinvolgono la famiglia con il solo scopo di farsi aiutare. Valutare insieme se sia il caso di svolgere qualche indagine, rivolgendosi inizialmente al servizio fornito internamente alla scuola da un’esperta psico-pedagogista, serve principalmente per fornire agli insegnanti utili indicazioni operative per adeguare la proposta alle caratteristiche del bambino. È scontato che il dialogo con la famiglia, considerata la delicatezza dell’argomento, non sia semplice e non è strano che si verifichino inizialmente incomprensioni ed irrigidimenti. Per fortuna nella maggior parte dei casi, col tempo, questa iniziale situazione di difficoltà si stempera e si riesce ad accompagnare serenamente i bambini ed i loro genitori, pur con le normali fatiche, lungo il percorso scolastico. Purtroppo, però, non è sempre così. Il deterioramento dei rapporti difficilmente riguarda i bambini, che in questo sono molto meglio di noi. Riguarda invece gli adulti. Quando la fiducia nei confronti degli insegnanti è compromessa, ogni azione, anche la migliore possibile, viene inevitabilmente interpretata presupponendo che sia mossa da un intento negativo e quindi ci si trova in una situazione senza alcuna via di uscita. Solo questo è il motivo che giustifica, anche se a malincuore, la decisione di appoggiare una scelta estrema come il cambio di scuola, comunque proposta dalla famiglia. È vero, non è giusto che a pagare il prezzo siano i bambini quando l’incapacità di comunicare e capirsi è degli adulti.Il dirigente scolasticoL'articolo ROGNO – COSTA VOLPINO – “Sono i bambini che pagano l’incapacità di comunicare degli adulti” proviene da Araberara.

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MediaSi chiamava Michelina Dell’Angelo, classe 1951, viveva nella zona centrale del paese, zona Portici. E’ lei la donna che perso la vita stamattina mentre stava attraversando la strada sembra sulle strisce pedonali quando uno scooterone guidato da un uomo di Lovere di 55 anni che viaggiava in direzione Rogno l’ha travolta. La richiesta di soccorso è arrivata al numero unico di emergenza 112 poco prima delle 8. Sul posto in pochi minuti sono arrivate tre ambulanze e l’elisoccorso insieme alla polizia locale ma per la donna non c’era più nulla da fare. Si sono formate lunghe code in entrambe le direzioni. La donna, originaria di Avellino ma residente da anni a Costa Volpino era molto conosciuta in paese: “Sono eventi che ci lasciano senza parole – commenta il sindaco di Costa Volpino Federico Baiguini – puntiamo da sempre sulla sicurezza, e gli attraversamenti pedonali del paese sono illuminati, lo era anche quello dove ha attraversato la donna, inoltre a quell’ora in estate è pieno giorno, Non riesco a capire come possa essere successo. Ci stringiamo intorno alla famiglia”. L'articolo Costa Volpino Incidente in Via Nazionale: muore una donna investita da uno scooter proviene da Araberara.

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MediaÈ avvenuto attorno alle 12,20 di oggi, giovedì 23 giugno, un incidente a Vilminore di Scalve lungo la ss294. Sono state coinvolte due persone, un uomo di 57 anni e una donna di 51. Allertati i soccorsi, sul luogo dell’incidente sono giunti in codice rosso l’elisoccorso da Sondrio, un’ambulanza della Croce Rossa di Vilminore e il soccorso alpino.L'articolo Incidente a Vilminore, interviene l’elisoccorso proviene da Araberara.

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MediaSta lì sotto il vasto sito dell’ex Colonia Dalmine. C’è una chiesetta lì a fianco. L’albergo Aurora, uno dei due alberghi del capoluogo (anche se adesso ci sono i B&B) si prepara alla grande stagione. “Ma già in queste settimane abbiamo avuto il pienone”. Massimo Ferrari, 63 anni, è lì da 41 anni, ha preso in mano la gestione dell’albergo di famiglia nel 1981.Ma a fondare l’albergo, nel 1952, è stata la mamma, Maria Messa (morta nel 2014, a 90 anni), la primogenita della celebre famiglia Messa proprietaria dell’antico albergo Grotta del Passo della Presolana. Maria è nata del 1924 ed è stata l’anima dell’albergo per tutta la sua vita, rimanendo sempre lucida e attenta alle vicende dell’Aurora. E qui si dovrebbe raccontare la storia delle sei sorelle Messa (e un fratello, Luciano), Maria, Vincenza, Piera, Ninì, Adele e Franca, tutte con la vocazione “alberghiera” (non solo nella Conca della Presolana, al “Grotta”, ma anche bar e due alberghi a Boario).Nel 1946 Maria si sposa con Costantino Ferrari, reduce di guerra, poi impegnato come Segretario Comunale a Onore e nel tempo libero pronto a dare una mano nelle attività d’impresa, soprattutto nella contabilità. Maria e Costantino, con i 5 figli (“quattro viventi”) che nascono a partire dal 1947, vivevano in centro a Castione, nell’edificio che fino a qualche tempo fa ospitava il Caffè del Borgo e che al tempo era dei “Combattenti e reduci”, con l’eco della guerra appena finita. Proprio per questo locale Maria acquistò la prima licenza di “pensione”.Erano gli anni della rapida crescita del turismo locale e Maria decise subito di acquistare due immobili nei pressi del ponte di Castione e di aprire l’albergo, dove sorge ancora oggi. “Ha sempre nutrito una vocazione turistica – racconta Fabio Ferrari, nipote della fondatrice -. L’albergo aprì nel 1952. Il nome deriva dai bei momenti trascorsi in viaggio di nozze in Costa Azzurra: i miei nonni erano rimasti colpiti dalle suggestive albe viste durante le passeggiate del mattino e da lì venne il nome Aurora”. La data di apertura, per assurdo, è stata “scoperta” dai nipoti per il riconoscimento concesso dalla Regione come “attività storica”: infatti si era pensato che la data di apertura fosse il 1954, invece dagli archivi è stata retrodatata al 1952.Maria comincia dunque in centro a Castione. E’ lì che Maria coltiva l’idea di farne una “pensione”. Ma ha bisogno di spazi, sogna di avere un vero e proprio albergo. Così compra una casa, subito dopo il ponte, sulla sinistra, la zona dominata ancora adesso da quello che sta diventando purtroppo un rudere, il monumentale complesso dell’ex Colonia Dalmine…SUL NUMERO IN EDICOLA DA VENERDI’ 17 GIUGNO  L'articolo CASTIONE E’ sempre “Aurora”, anche dopo 70 anni Tre generazioni di albergatori: da Maria Messa a Massimo Ferrari e adesso a Nicholas.  proviene da Araberara.

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MediaDario Colossi è il nuovo sindaco di Darfo Boario Terme. E’ questo il verdetto della sfida tra il Progetto Vero di Colossi e la Civica guidata da Paola Abondio.Dopo aver vinto il primo turno – il 12 giugno – con il 39,26% dei consensi, contro la Civica di Paola Abondio, che si è fermata al 29,49%, Progetto Vero ha inciso anche al ballattoaggio con il 65,64% dei voti contro il 34,3% ottenuti dalla Abondio. L’affluenza finale è stata del 52,98%, alle 19 era del 39,16% e alle 12 del 20,44%. Dopo essere stato sindaco di Rogno per dieci anni, ora la nuova avventura.Questo il primo commento di Dario Colossi: “E’ la vittoria di un Sogno, di un ProgettoVero e credibile, di una squadra di ragazzi incredibili (candidati e gruppo di lavoro) con una storia personale da raccontare e di 4018 cittadini che con noi hanno creduto in questa passione e voglia di cambiamento. Una battaglia titanica contro giganti e contro i luoghi comuni. E’ la vittoria di chi crede che nulla è impossibile se c’è amore per la città. Da questo momento Mi sento il Sindaco di tutti, anche di chi non ha votato o non ci ha votato. Questa sfida la vinciamo tutti insieme. Adesso però, dopo questa maratona rifiato un minuto”.L'articolo Dario Colossi è il nuovo sindaco di Darfo Boario Terme proviene da Araberara.

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Sarà una domenica speciale quella del 3 luglio a Colere in Val di Scalve. Alle ore 15 i bambini del paese riceveranno in regalo il “Tronchi Treno” realizzato dall’Associazione “Geppetti”, costituita nel 2018 tra gli appassionati e artisti del legno di Colere e Val di Scalve. Presso il Parco Giochi in centro al paese i Geppetti hanno installato su una rotaia 1 motrice e 2 carrozze ricavate da grossi tronchi di legno. Si tratta di sculture uniche, senza giunture, frutto dell’ingegno e della fantasia dei soci scultori dell’Associazione che in precedenza avevano realizzato la riproduzione delle “4 Matte”, le guglie che sovrastano il paese.Attorno alle 3 carrozze sono state installate figure stilizzate di pavoni realizzate sempre in legno. Una coloratissima chioccia su un alto piedestallo dà il benvenuto ai passeggeri.L’iniziativa ha raccolto il consenso dell’Associazione Alpini di Colere, a cui è intestato il Parco e che ha fornito anche la sua collaborazione. I Geppetti invitano tutti i coleresi e villeggianti a partecipare alla cerimonia di consegna di questa opera ai bambini del paese. In seguito si realizzeranno anche altre iniziative da parte dell’Associazione, specie in previsione dello sviluppo sciistico a cui Colere si sta preparando con ingenti investimenti di privati. In occasione di questo evento verrà esposto anche il modellino del gigantesco mappamondo dentro cui potranno giocare i bambini perchè attrezzato con scale e posti a sedere, che i Geppetti vogliono realizzare sempre in legno, per farne una attrazione.L’evento si concluderà con un rinfresco offerto a tutti dai Geppetti.Il motore di tutto è il vulcanico Presidente  Maurizio Belingheri, commerciante in pensione, un vero vulcano di idee finalizzate all’abbellimento del paese di Colere.Media Media Media Media Media L'articolo COLERE – DOMENICA 3 LUGLIO 2022 – DALLE ORE 15.00 – I Geppetti regalano un trenino (di legno) proviene da Araberara.

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